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Da Bali una roadmap per la pace climatica.Il Titanic avvista l'iceberg:in tempo? |
| Domenica, 08 Giugno 2008 - 16:04 Inviato da : luca.marazzi |
 Da Bali una roadmap per la pace climatica.Il Titanic avvista l'iceberg: in tempo?Luca Marazzi, Ecoistituto TerreMutanti articolo pubblicato su SocialPress (http://www.socialpress.it/article.php3?id_article=2050) È da poco passato il terzo anniversario dell'entrata in vigore del Protocollo di Kyoto, il 16 febbraio del 2005: il contrasto al cambiamento climatico in atto è di estrema attualità scientifica, politica e di opinione pubblica. Dal 3 al 15 dicembre 2007 si è svolta a Bali, in Indonesia, la tredicesima Conferenza delle Parti (COP13) della Convenzione Quadro sui Cambiamenti Climatici delle Nazioni Unite (UNFCCC): si è trattato del più grande evento ONU mai tenuto su questo tema con la presenza di 11.000 delegati governativi ed esperti di enti di ricerca, agenzie, imprese e associazioni. 144 ministri e rappresentanti dei governi e 6 capi di Stato hanno preso parte alla sessione "politica" della COP13 al termine della quale, con un giorno di ritardo rispetto alla data di chiusura prevista, è stato lanciato un nuovo processo negoziale da chiudere entro il 2009.A fronte dei tempi della diplomazia, non adeguati alla grande rapidità degli attuali cambiamenti del clima, nel corso del 2007 l'IPCC - Intergovernmental Panel on Climate Change - ha pubblicato il Quarto Rapporto di Valutazione con relativi "Riassunti per Decisori Politici". Esso è il risultato del lavoro di 2.500 scienziati di tutto il mondo divisi in tre gruppi di lavoro: "La base fisica scientifica" "Impatti, Adattamento e Vulnerabilità" e "Mitigazione del Cambiamento Climatico". La "sentenza", che fino ad oggi non era stato possibile formulare per la necessità di studi più approfonditi, è arrivata: "Il riscaldamento del sistema climatico è inequivocabile e costituisce oggi la più seria delle preoccupazioni ambientali, rappresentando la minaccia più grave per l'umanità e il suo futuro". Il grado di confidenza della pesante affermazione sull'inequivocabilità del nesso causale tra emissioni antropiche di gas serra e cambiamento climatico è molto alto: 95%! I negazionisti sono serviti... Abbiamo chiesto a Mita Lapi, che segue da anni per la Fondazione Lombardia per l'Ambiente i negoziati sul clima una sintesi di cosa sia stato deciso a Bali: "L'assemblea ha approvato un'agenda di lavoro (Roadmap di Bali) che riguarda tre temi chiave: a) i target di riduzione delle emissioni di gas serra dei Paesi principali emettitori; b) gli strumenti per l'adattamento agli impatti dei cambiamenti climatici; c) la diffusione di tecnologie "climate-friendly" e il finanziamento di misure di adattamento e di mitigazione. L'allegato Piano di Azione di Bali avvia parallelamente un'azione di cooperazione internazionale per la riduzione delle emissioni globali sul lungo periodo, che si basa sul principio delle "responsabilità comuni, ma differenziate" e prevede: 1. obiettivi quantificati di limitazione e riduzione delle emissioni per i Paesi industrializzati; 2. azioni di mitigazione da parte dei Paesi in via di sviluppo; 3. interventi diretti e incentivi per combattere la deforestazione e il degrado delle foreste nei Paesi in via di sviluppo. Il Piano di Azione di Bali non contiene, però, come aveva invece richiesto l'Unione Europea, una indicazione quantitativa delle riduzioni delle emissioni richieste per i Paesi industrializzati (che viene pertanto lasciata ad una decisione futura), ma solo un riferimento alla loro urgenza e un richiamo al Quarto Rapporto dell'IPCC ("come gruppo, i Paesi industrializzati dovrebbero ridurre le proprie emissioni in modo significativo entro il 2020 (10-40% al di sotto dei livelli del 1990) e a livelli ancora più bassi entro il 2050 (40-95% al di sotto dei livelli del 1990) al fine di raggiungere livelli di stabilizzazione bassi o medi (concentrazioni di 450-550 ppm di CO2 equivalente)". Ma nel frattempo stiamo rispettando il Protocollo di Kyoto? Di fatto i Paesi industrializzati (Annex I non-EIT cioè non ad economia in transizione come i paesi dell'Europa dell'Est) non stanno dando il buon esempio a Cina, India e ai Paesi in via di sviluppo, rischiando così di protrarre troppo a lungo il pericoloso gioco "You go first, no you go first". Dietro a questa formula c'è l'interesse di un Paese a non ridurre le proprie emissioni per evitare di pagare i costi relativi che altri non pagherebbero, pur beneficiando della riduzione delle emissioni da parte dei Paesi virtuosi (problema del free-riding): è per questo che le migliori soluzioni per la riduzione delle emissioni globali sono quelle coordinate e multilaterali, ma queste sono anche le più difficili da approvare.In questa tattica attendista perseguita su tutti dagli Stati Uniti, che non hanno ancora ratificato il Protocollo di Kyoto in via di scadenza (2012), vi è la mancanza di senso della realtà e del tempo che scarseggia...A settembre l'amministrazione Bush aveva organizzato una conferenza a Washington per dettare un'agenda per negoziati basati su "misure volontarie" e "obiettivi di intensità", cioè di riduzione del grado di impatto-serra per unità di PIL, al posto di "obiettivi assoluti" di riduzione delle emissioni totali. Ma non si potrebbero ridurre sufficientemente le emissioni globali se il Prodotto Interno Lordo mondiale dovesse crescere più velocemente di quando decrescesse l'"intensità carbonica" dell'economia. Laura Cozzi, che ha partecipato alla Conferenza di Bali in qualità di esperta dell'International Energy Agency, esprime così il suo rammarico per un percorso negoziale che stenta a decollare: "Se da un lato é un successo che ci sia stato un accordo sulla Roadmap, la sensazione é che vi sia un grande scollamento tra il sentimento di urgenza espresso dall'IPCC, o politicamente dal Nobel dato ad Al Gore, e la lentezza con la quale le negoziazioni procedono. Gli interessi nazionali hanno finora prevalso (fatta eccezione l'Europa) rispetto ad una logica sovranazionale di bene collettivo. Non é solo dell'America che abbiamo bisogno se vogliamo risolvere questo problema. La Cina é forse piú importante, e troppi pochi sforzi sono stati fatti per cercare di includere questo Paese negli obiettivi di riduzione". Politica ed economia Ma quanto incide il cambiamento climatico sull'economia mondiale? A dare un'idea del suo peso economico è sufficiente un dato: nel 2006 il mercato internazionale delle emissioni aveva un valore di 30 miliardi di dollari nel 2006, con la maggior parte del commercio delle emissioni compreso dallo "European Union's Emissions Trading Scheme" (EU ETS) che verrà presto legato al mercato delle emissioni del Protocollo di Kyoto (Emission Trading, uno strumento molto criticato che consente ai Paesi che riducono le emissioni di vendere crediti di emissione ad altri che hanno difficoltà a farlo). Il problema assume una straordinaria rilevanza per i riflessi che i cambiamenti climatici hanno non solo sull'ambiente, ma anche sulle condizioni esistenziali, sociali ed economiche dell'umanità. È altresì stato affermato che, in assenza di politiche adeguate atte a limitare le emissioni dei gas serra, i costi complessivi dei cambiamenti climatici peseranno molto più dei costi dell'azione (Stern Review: The Economics of Climate Change, N. Stern, 2006).La lotta ai cambiamenti climatici è, pertanto, una tra le sfide più cruciali che l'uomo si sia mai trovato da affrontare e al contempo una opportunità senza precedenti per costruire le basi scientifiche e culturali di un nuovo modello di sviluppo. Infatti è imprescindibile per il futuro l'adozione di nuove strategie di produzione di energia, di mobilità sostenibile e di risparmio ed efficienza energetici al fine di ottenere la maggiore decarbonizzazione dell'economia possibile. Il Segretario Esecutivo dell'UNFCCC, Yvo de Boer, ha rimarcato l'impellente necessità di tradurre la scienza dell'IPCC in politiche chiare: "Il business è pronto a muoversi nell'era a basse emissioni, ma ha bisogno di un appropriato quadro decisionale per i governi. Tempi certi e compattezza al momento delle decisioni sugli strumenti da adottare sono fondamentali per l'agenda 2008-2009 definita a Bali". Concomitante all'evento ONU, e significativa novità politica, è senz'altro la ratifica del Protocollo di Kyoto da parte dell'Australia: pare che proprio l'indifferenza del precedente governo conservatore rispetto ai cambiamenti climatici sia stata la causa principale della vittoria dei laburisti del neo-premier Ruud.L'Unione Europea, d'altro canto, confermandosi leader dell'azione internazionale contro il cambiamento climatico, ha recentemente tradotto le indicazioni provenienti dalla comunità scientifica in un importante pacchetto di proposte in materia di lotta ai cambiamenti climatici e promozione delle energie rinnovabili, denominato Climate Action.Il rischio segnalato da più osservatori è tuttavia che una seria politica sui cambiamenti climatici come quella delineata dall'Unione Europea, se applicata unilateralmente, rischia di penalizzare gli europei in termini economici poiché il costo potrebbe ricadere su aziende e contribuenti in assenza di un quadro di impegni comuni di natura multilaterale, definito in sede di negoziati ONU. Prospettive Definendo il cambiamento climatico "la sfida morale della nostra generazione" il Segretario Generale delle Nazioni Unite Ban Ki-Moon ha detto che "le generazioni a venire dipendono da noi e che non possiamo derubare i nostri figli del loro futuro e che la nostra atmosfera non conosce la differenza tra le emissioni di una fabbrica asiatica, quelle dei gas di scarico di un SUV Nordamericano, o della deforestazione in Sud America o Africa".Se è vero che le emissioni pro-capite di un cittadino cinese sono molto inferiori a quelle di un europeo (la metà) e addirittura un quinto di quelle di uno statunitense, bisogna agire per far sì che lo sviluppo legittimo dei Paesi emergenti avvenga con tassi di inquinamento ridotti attraverso il trasferimento a basso costo dei brevetti e delle tecnologie pulite.Al di là della portata e del valore del nuovo trattato che si spera verrà licenziato a Copenaghen tra due anni, i cambiamenti climatici stanno sempre più prendendo spazio nell'agenda politica mondiale, mescolandosi con le questioni dell'energia, della crescita demografica e della guerra per le risorse sempre più scarse (in primis l'acqua), che stanno diventando il leitmotiv del 21esimo secolo."Il matrimonio tra Ecologia ed Economia non è più rinviabile" sostiene Grazia Francescato, deputata dei Verdi ed ex Presidente del WWF Italia. Ciò significa che, indipendentemente dai faticosi accordi internazionali, ogni capo di Stato o di Governo, ogni singolo amministratore pubblico o di azienda, e ogni cittadino possono e devono fare ciò che è in loro potere al fine di scongiurare una destabilizzazione del clima dagli effetti imprevedibili nei decenni a venire. Opinione pubblica La comunità scientifica si è pronunciata con l'ultimo rapporto IPCC, ma una parte consistente di essa lo ha fatto anche attraverso un appello firmato da oltre 200 scienziati di tutto il mondo per sollecitare i governi ad agire per contrastare questo grave problema che si presenta all'umanità sempre più minaccioso.Inoltre, durante la Conferenza di Bali in tutto il mondo si sono svolte manifestazioni, in particolare durante la Terza Giornata Mondiale sul Cambiamento Climatico.L'8 dicembre infatti migliaia di persone sono scese in piazza in 70 Paesi, dal Nepal all'Uganda, da Nuova Delhi a Londra, da Taiwan ad Atene ("in risposta" ai catastrofici incendi che hanno colpito la Grecia del 2007), per chiedere ancora una volta impegni seri ai governi e proporre stili di vita più sostenibili per il pianeta. Il lavoro di migliaia di scienziati come il Professor Bert Bolin, primo direttore dell'IPCC (dal 1988 al 1998), scomparso poco dopo aver visto il conferimento del Premio Nobel al panel di scienziati, merita la massima considerazione da parte di governi, aziende e cittadini, al fine di contrastare efficacemente e rapidamente il surriscaldamento globale. E grande attenzione e ascolto meritano anche tutti i cittadini che, nel consumismo e individualismo dilaganti, non rimangono indifferenti al destino dell'umanità e del pianeta che lasceremo in eredità alle future generazioni e si adoperano per la promozione su grande scala di stili di vita eco-responsabili. Se con un po' di fantasia paragoniamo gli abitanti della Terra nell'era dei cambiamenti climatici ai passeggeri del Titanic in vista della collisione con l'iceberg all'orizzonte possiamo dividerli in tre gruppi: quelli che corrono alle scialuppe per salvarsi come in quelle isole del Pacifico che stanno per essere sommerse dall'innalzamento del livello del mare; quelli che suonano il violino sul ponte perché conviene godersi in pace il proprio benessere come chi continua a speculare sulle risorse o a consumare in modo inconsulto; infine ci sono quelli che cercano di far sterzare la nave per evitare la collisione come gli scienziati IPCC e tutte le persone impegnate per creare un futuro sostenibile.Questi ultimi sono in tanti, ma verranno lasciate loro le chiavi della cabina di comando?... Un ringraziamento a Mita Lapi e Laura Cozzi per le preziose informazioni e opinioni fornite. Siti web: http://www.unfccc.int/ http://www.ipcc.ch/ http://www.cmcc.it/web/public/home http://www.realclimate.org/ http://www.terremutanti.org/ http://www.globalclimatecampaign.org/ http://ec.europa.eu/commission_barroso/president/focus/energy-package-2008/index_en.htm www.repubblica.it/2007/12/sezioni/ambiente/conferenza-bali/bali-appello-scienziati/bali-appello-scienziati.html |
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4 MARZO 2008 - INCONTRO ALL'UNIVERSITA' MILANO BICOCCA |
| Sabato, 01 Marzo 2008 - 22:04 Inviato da : Climax |
 Da Bali 2007 a Copenhagen 2009 ALLA RICERCA DELLA SOSTENIBILITA' PERDUTA Martedì 4 Marzo, ore 10:30 - 12:30 DISAT - Piazza della Scienza 1 [Aula U1-09] Introduce: Mario Napoletano, Presidente AISA
Intervengono: Valentina Bosetti, Fondazione Eni Enrico Mattei Mita Lapi, Fondazione Lombardia per l’Ambiente Valter Maggi, docente di Climatologia -DISAT Andrea Poggio, Vice Presidente Legambiente Marco Vighi, docente di Ecologia – DISAT
Modera il dibattito: Luca Marazzi, Ecoistituto TerreMutanti Milano
Tutti gli studenti e i docenti interessati sono invitati a partecipare
Dal 1972 in Svezia con il 1° Summit della Terra, dall'entrata in vigore del PROTOCOLLO di KYOTO nel 2005, fino all'ultima Conferenza delle Parti a Bali.
La comunità scientifica, guardando al prossimo Summit internazionale in EUROPA, si confronta tra certezze e dubbi, dati, scenari e previsioni.
Concepiti come un problema globale, i CAMBIAMENTI CLIMATICI saranno sempre di più la variabile decisiva per il pianeta Terra e per le comunità locali.
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Conferenza di Bali sul Clima.. Che sudata! |
| Sabato, 15 Dicembre 2007 - 18:42 Inviato da : Climax |
 Si è appena conclusa a Bali la Conferenza delle Nazioni Unite sul Cambiamento Climatico. Ci sono voluti i tempi supplementari per sbloccare un risultato che rischiava ancora una volta le reti bianche. Sembra quasi che nei corridoi i diecimila partecipanti, insieme alle 180 delegazioni di alto livello, fossero già pronti ai calci di rigore (con l'aggiunta di sputi, spinte e pugni degni del peggiore lungometraggio di serie B). Invece, alla fine di una plenaria aggiuntiva in pieno extra time, al termine di 12 estenuanti giorni (e forse notti) di negoziati più o meno ufficiali e di anticamere più o meno brulicanti, si è raggiunto il cosiddetto Compromesso di Bali. Anche sul clima è necessaria una road map, come per la peggiore delle crisi belliche del nostro tempo. Sembra lanciato definitivamente il percorso tracciato per un processo che giunga entro la fine del 2009 a un secondo accordo multilaterale che sostituisca e prosegua il Protocollo di Kyoto, che entrerà con il nuovo anno nel suo primo (e unico) periodo di impegno per poi scadere ed esaurirsi nel 2012. Serviva un nuovo patto per colmare le lacune e dimenticanze del trattato tuttora in vigore e per superarlo in vista dei prossimi decenni in cui il cambiamento climatico sarà già forse incontrovertibile, con le sue conseguenze e gli scenari più reali e tangibili di oggi agli occhi della nostra presunzione. Per la gravità e la repentinità della crisi climatica, e per non farsi sfuggire forse l'ultima fatale occasione che il pianeta ci ha offerto per risolvere questa destabilizzazione, o per lo meno accompagnare nel migliore dei modi la sua inevitabilità, sono già stati fissati nel calendario della road map i prossimi cruciali appuntamenti mondiali: - la prossima Conferenza si svolgerà a Poznan (Polonia) dal 1° al 12 dicembre 2008;
- la Conferenza del 2009 si terrà a Copenhagen (Danimarca) dal 31 novembre all'11 dicembre.
Di conseguenza, le prossime due edizioni della Giornata Mondiale sul Cambiamento Climatico, potrebbero essere già annunciate per sabato 6 dicembre 2008 e sabato 5 dicembre 2009. Saranno appuntamenti ancor più cruciali rispetto alle tre passate edizioni, perché si svolgeranno entrambe nel nostro continente (e non è detto uno sviluppo in un'unica giornata europea nelle due località), e anche perché la Conferenza sul Clima in Danimarca rappresenterà la deadline, ovvero il termine ultimo, per ratificare un trattato globale ( Kyoto2) per il post-2012. |
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[8 Dicembre 2007] La Giornata sul Clima nel Mondo |
| Sabato, 15 Dicembre 2007 - 18:39 Inviato da : Climax |
abato 8 dicembre si sono svolte in tutto il mondo manifestazioni e iniziative in concomitanza con la Conferenza di Bali sul Cambiamento Climatico.
In ogni continente gli eventi della Giornata Mondiale sul Cima hanno portato in piazza la volontà di un'azione seria ed efficace per combattere la pericolosa deriva del cambiamento climatico. Alcune nazioni hanno partecipato per la prima volta diventando centri importanti dell'attivismo sul clima. In Nepal hanno manifestato 3000 persone. 2000 in Uganda, 500 in Senegal, migliaia in tutta l'India (di cui 1000 nella sola Nuova Delhi). E poi ancora 7000 a Londra, 10000 in Germania e Taiwan, 4000 in Belgio, 3000 a Toronto e 600 a Vancouver (con 30 eventi nel resto del Canada). 6000 persone hanno manifestato ad Atene per ricordare i catastrofici incendi forestali che hanno colpito la Grecia nella scorsa estate.
In tutto, circa 90 paesi hanno preso parte a questo incontro globale di attivisti, organizzazioni e cittadini che hanno voluto esprimere la loro preoccupazione per le trasformazioni in atto e per l'indecisione della comunità internazionale nel raggiungere un accordo multilaterale sulla riduzione delle emissioni di gas serra e sulle strategie di adattamento per i prossimi decenni.
Anche l'Italia ha ospitato iniziative per la Giornata Mondiale. A Milano si sono svolti una Critical Mass climatica che ha attraversato la città con circa 200 biciclette e un piccolo presidio informativo in pieno centro. Si poteva fare molto di più... ma anche no! Siamo ancora molto lontani dai numeri, dalle presenze, dalla partecipazione e mobilitazione internazionale. Questa enigmatica anomalia italiana dovrà prima o poi avere una svolta.. che non conti soltanto sulla parola o sulle parole.. Serve un salto di qualità assieme a un bagno di umiltà. E' necessaria una maggiore empatia col resto del mondo e con coloro, paesi e popolazioni, che vivono direttamente e tragicamente gli impatti (già in essere) della più grave minaccia del nostro tempo. Un segnale di pericolo che troppo spesso lasciamo inascoltato o che ancora riteniamo lontano da noi, dal nostro sapere, dal nostro presente e domani, dal loop incantato delle nostre piccole esistenze..
IL CLIMA CONTINUA A CAMBIARE.. E NOI STIAMO ANCORA ASPETTANDO!
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Entra anche tu nella Campagna Italiana sul Clima |
| Domenica, 14 Ottobre 2007 - 10:54 Inviato da : Italian Climate Camp |
 Siete tutti invitati a partecipare alla Campagna Italiana sul Clima in vista della Giornata di Mobilitazione Internazionale di Sabato 8 Dicembre 2007. Entrate nel sito www.italianclimatecampaign.org, firmate l'appello per le adesioni individuali o iscrivete la vostra organizzazione inviando un'email a info[at]italianclimatecampaign.org indicando nell'oggetto Richiesta adesione. NON chiediamo la vostra adesione, SIATE voi stessi la Campagna Italiana sul Clima. |
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La Scala del Clima :: Rassegna Stampa Climatica di Luglio |
| Venerdì, 03 Agosto 2007 - 05:42 Inviato da : Climax |
 Pubblichiamo il nostro primo esperimento di rassegna stampa.. Non abbiamo mai avuto le mire né le energie e risorse per offrire un servizio all news in tempo reale. Per ovviare alle ovvie carenze, abbiamo preferito fornire dei newsfeeds all'interno delle sezioni principali finora attivate (climate change ed ecosistemi), che raccogliessero automaticamente le notizie fornite da siti esterni. Ma essendo soprattutto articoli in inglese, e dovendo anche noi usufruirne, abbiamo realizzato un inserto che riportasse le loro traduzioni o almeno degli estratti. |
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[D8] 25/07: Conference Call e Call to Action |
| Martedì, 17 Luglio 2007 - 14:34 Inviato da : Climax |
 Campagna Mondiale Mercoledì 25 luglio ci sarà la prossima conference call via skype (ore 14 italiane) Riportiamo l'ordine del giorno provvisorio della discussione e in allegato la bozza della Call to Action globale per la Giornata Mondiale sul Cambiamento Climatico (8 dicembre) |
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www.italianclimatecampaign.org è online ! |
| Venerdì, 13 Luglio 2007 - 01:44 Inviato da : Climax |
 E' nato il portale della Campagna Italiana sul Clima per l'organizzazione della Terza Giornata Mondiale sul Cambiamento Climatico, che si svolgerà in tutto il pianeta e anche in Italia (a MILANO) sabato 8 dicembre 2007 in concomitanza con i Negoziati delle Nazioni Unite sul cambiamento climatico in programma a Bali, Indonesia. |
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09/07/07 :: Secondo Incontro a Milano sulla Campagna Mondiale |
| Sabato, 07 Luglio 2007 - 23:29 Inviato da : Climax |
 Lunedì 9 luglio 2007 alle ore 18:00, in via Morigi 8 a Milano, si svolgerà la seconda riunione delle reti in vista della Terza Giornata Mondiale sul Cambiamento Climatico nell'ambito della Campagna Mondiale sul Clima.
Tutte le realtà interessate a partecipare (anche ai prossimi appuntamenti) sono pregate di comunicarci la loro adesione: L'indirizzo è
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MILANO - 7 GIUGNO 2008
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 IN MARCIA PER IL CLIMA Manifestazione Nazionale
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Dal 7 al 17 Marzo 2008
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MOSTRA DEI GIOVANI ARTISTI DI BRERA Milano, Contemporaneamente Viale Pasubio 14 Tutti i giorni dalle 14 alle 20
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