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Trasporto marittimo, il futuro migliore

Articoli / Collasso & Postumano
Inviato da Silvio Corbetta 09 Mag 2009 - 10:40

Sunderland è una citta della Contea di Tyne and Wear, nel Nord-est dell’Inghilterra, con circa 177.000 abitanti (Coordinate: 54°54′22″N 1°22′53″W [1]) che condivide il destino di altri distretti industriali del Regno Unito alle prese con improbabili riconversioni del tessuto industriale.


Nemmeno l’impianto che la Nissan ha qui realizzato è riuscito ad alleviare gli alti tassi di disoccupazione che la dismissione di una buona parte della cantieristica ha trasferito come dato endemico nell’economia della città.

La crescita immobiliare e residenziale, la nuova Università non sono bastate a risollevare una città che comunque detiene il primato percentuale degli accessi al digitale in Inghiltrerra, dove il nazionalismo riemergente del British National Party si mischia alle tradizionali bevute dei pub.

Sunderland, città portuale e la sua economia è anzitutto la storia del modello industriale e della relativa disponibilità di combustibile fossile a basso costo: così è stata dalla fase di ascesa della sua economia, quando rappresentava l’orgoglio della marina inglese  fino alla globalizzazione dell’industria dei trasporti che la ha penalizzata profondamente.

Fino agli anni ’60/’70 una buona parte delle merci si trasportava e transitava ancora attraverso i porti qui come altrove in Europa, poi esigenze finanziarie ed economiche hanno privilegiata il sempre crescente traffico commerciale aereo, a partire dagli anni ’80, con l’affermarsi del monetarismo e della globalizzazione indiscriminata.

Oggi, qui come in altre parti nel Regno Unito ed in altre patrie del liberismo, tira cattiva aria circa il futuro.

Fra i residui della classe operaia sempre più nazionalista è evidente che la globalizzazione ha favorito solo una ristretta èlite ma ha compromesso la possibilità di progresso e di esistenza per una sempre più vasta maggioranza.

Oggi questa città come decine di altri porti potrebbe diventare un laboratorio sociale, politico e culturale per la sfida climatica.

Dato per scontato che una larga parte delle emissioni è dovuta attualmente al traffico aereo, pare che gli aerei commerciali forniscano un quantitativo annuo di 600milioni di tonnellate di CO2.

Secondo i calcoli di Paul Wennberg del California Institute of Technology il trasporto aereo arriva da incidere per un totale del 10% dell’effetto serra. È evidente che l’affermarsi del trasporto aereo tanto per esigenze commerciali quanto turistiche è un processo che ha destrutturato anche l’orizzonte cognitivo della condizione post-moderna proiettando i protagonisti del villaggio globale e della sua adattabilità funzionale entro un estetica sempre più pervasiva ed accelerata., dove i tempi della riflessione e del senso sono sempre più rari.

Quanta differenza nel corso di appena un secolo e poco più con lo spirito dell’inghilterra vittoriana in cui un mercantile per raggiungere questo porto dalla Cina poteva impiegare anche 100 giorni.

Questa accelerazione spasmodica non rappresenta  solamente nell’orizzonte economico-finanziario il movimento del denaro ormai svincolato da ogni rapporto di relazione con un territorio locale, è anche nell’intuizione oscura delle nostre angosce quotidiane il simbolo della fine.

Il progetto Blue Paper dell’Unione Europea costituisce un passo verso una direzione di sostenibilità che punta strategicamente a favorire il trasporto marittimo, ad incentivare lo sviluppo di tecnologie verdi in questo settore, a riportare il mare entro una dimensione strategica nel quadro della lotta contro i cambiamenti climatici.

È evidente che città come Sunderland avrebbero bisogno di scelte coraggiose tanto da parte della classe  politica che dei consumatori per tornare a poter esperire una nuova centralità in senso economico ed ecologico.

Ma come ben si sa, le ricadute in termini di benefici occupazionali e di tecnologia oltre che di salute del pianeta che un modello più sostenibile dei trasporti mondiali potrebbe produrre è incalcolabile ed è un valore inestimabile tenendo conto del benessere delle future generazioni.

È adesso il momento di agire, per il futuro delle tante Sunderland d’occidente…


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